PER SEMPRE DIETRO LE SBARRE?

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Si avvicina la data della udienza (22 ottobre) nella quale la Corte Costituzionale sarà chiamata a decidere della legittimità costituzionale della norma che preclude la possibilità di accesso al beneficio del permesso premio per i condannati alla pena dell’ergastolo per reati c.d. “ostativi”, rientranti cioè nel novero di quelli indicati dall’art. 4 bis dell’Ordinamento penitenziario.

A questo proposito è stato organizzato a Ferrara da insigni studiosi, per la data prossima del 27 settembre, un incontro di studio e di riflessione sul tema.

Questa la nota di presentazione: «Nessuno passa tutta la vita dietro le sbarre, neppure l’ergastolano: grazie alle alternative previste nell’ordinamento penitenziario, può fruire di spazi sempre più ampi di vita extramuraria, fino alla piena libertà grazie alla liberazione condizionale. Esiste però una variante del carcere a vita, l’ergastolo ostativo, che nega al reo qualsiasi misura alternativa alla pena, traducendosi in una detenzione integralmente intramuraria e fino alla sua morte. Una pena perpetua e immutabile, cui ci si può sottrarre solo collaborando utilmente con la giustizia.

Un “fine pena: mai” che è ora a giudizio della Corte EDU e della Corte costituzionale. La prima ne ha accertata l’incompatibilità con l’art. 3 CEDU. La seconda è chiamata a giudicarne la conformità agli artt. 3 e 27, comma 3, Cost. In questo dialogo tra Corti si inserisce la dottrina, invitata a Ferrara a discutere delle questioni di legittimità pendenti a Palazzo della Consulta, alla luce della condanna subita dall’Italia a Strasburgo».

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